Quel che resta del bello

Proseguono gli incontri dedicati alla bellezza ed ai mestieri culturali all’interno della rassegna culturale “Meet Matera – Quel che resta del bello” ideata e organizzata da Silvana Kühtz (docente del DICEM – Università degli Studi della Basilicata) con la collaborazione della dirigenza del liceo materano “Duni – Levi”, dell’associazione Leggo quando voglio/poesia in azione.
Venerdì 23 marzo gli studenti del liceo “Duni – Levi” vivranno l’incontro con l’artista iraniana Sara Alavi al Museo Ridola alle ore 16.00 per una esperienza museale fuori dagli schemi: in un museo archeologico appena rinnovato incroceranno l’esperienza di un’artista che lavora con ciò che è precario, instabile e – potremmo dire – indefinibile.
Non a caso il titolo dell’incontro è “Bellezza in-stabile”. Il riferimento è anche un richiamo al titolo di una sua opera (che si chiama proprio “in-stabilità”) e a uno dei temi di ricerca che affronta nelle sue opere, ovvero lo stato di precarietà come valore possibile.
La Alavi (nata nel 1979 a Tehran) vive e lavora a Milano. Ha studiato pittura presso il Dipartimento artistico dell’università Alzahra di Tehran, concludendo i suoi studi nel 2002.  Nel 2006 si è trasferita a Roma per proseguire i suoi studi in progettazione multimediale presso l’Università La Sapienza che ha completato nel 2010 con il massimo dei voti. Dal 2011 vive e lavora a Milano dove ha conseguito la laurea specialistica in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera con cento dieci e lode. Ha partecipato a varie mostre collettive e a mostre personali a Tehran, Roma, Milano, Berlino e Parigi. Vince il prestigioso premio Terna 2015, rassegna internazionale di arte.