Il Muro di Mauro

Matera Città Aperta

MM – Muro di Mauro (dal greco Mauros – quello che è scuro, ignoto)

Descrizione

MM indagherà il concetto di limite interagendo con la comunità locale, im- migrata e di passaggio, giocando utopicamente a superare i diversi limiti moderni come periferie ed immigrazione; sarà occasione per approfondire la questione di importanza sempre maggiore dei muri/limiti che dividono molte città e nazioni, che stride fortemente con un mondo iperconnesso, dove, in teoria, sarebbe possibile sentirsi uniti, muoversi con facilità ed avere acces- so al sapere globale.

Il processo di produzione artistica è composto da diverse fasi: definizione di ruoli; creazione del cast artistico; strutturazione del piano di lavoro; raccol- ta dei contenuti per la performance; produzione esecutiva per l’ideazione della struttura e drammaturgia; studio di fattibilità sui materiali e tecniche da applicare; studio del set audio-video- luci.

Da novembre del 2018 a febbraio del 2019 ci sarà la fase di messa in prova dell performance finale.
L’output sarà la costruzione di un un muro, limite fisico, che sarà costruito nell’arco di una settimana, accompagnato da performance ed interventi in- stallativi che racconteranno l’indagine sul tema del limite.

La performance finale sarà allestita in un luogo rappresentativo della città: all’inizio il limite verrà tracciato in modo leggero, segnando a terra una li- nea che crescerà fino a diventare un muro invalicabile (alto 3 metri e lungo circa 20), diventando un elemento fisico e metaforico con cui relazionarsi. Insieme al pubblico presente costruiremo fisicamente un muro per stimolare riflessioni nei luoghi interessati dalla performance; il principio è “provocare per stimolare”.

Nell’arco di una settimana verranno realizzate diverse azioni teatrali, conve- gni, proiezioni, e uno spettacolo finale, un format che si adatterà ai vari contesti ospitanti. L’opera si concluderà con la scomparsa del muro e con un regalo alla comunità, una scatola con la testimonianza audiovisiva e testual della performance realizzata con materiale multidisciplinare.
Il materiale di documentazione costituirà un archivio aperto sul tema.

Il progetto si confronterà con tema di rilievo crescente: nuovi limiti segne- ranno la nostra vita, da quelli fisici che segneranno sempre più marcatamen- te i confini, alle relazioni tra le persone.
Il 2019 sarà il 30° anniversario della caduta del muro di Berlino, l’anno in cui l’Inghilterra uscirà ufficialmente dall’Unione Europea e l’anno in cui termi- nerà la costruzione di nuovi muri per difendere vecchi confini, dal corridoio umanitario nei Balcani, al nuovo muro tra il Messico e gli U.S.A. Celebreremo questi tristi eventi con una provocazione; vogliamo irrompere nella vita delle comunità e offrire una visione della realtà in cui ogni cosa sarà segnata da grandi insormontabili divisioni.

Il limite e l’accessibilità, l’utopia e la distopia sono al centro dell’idea pro- gettuale.
Sono già state attivate delle collaborazioni con organizzazioni che in questo momento stanno lavorando su tematiche simili.

In particolare risulta importante il coinvolgimento di New Art Excange di Nottingham in Inghilterra, zona di nuova frontiera, con cui si metterà in pie- di un’azione di scambio di buone pratiche per l’inclusione di nuovi pubblici e con cui si costruirà una rete di circuitazione di saperi con altre organizzazio- ni europee.
Dall’altra parte il coinvolgimento di Corps Citoyen e dell’Istituto Italiano di Cultura in Tunisia daranno la possibilità di confrontarsi con quella zone limi- trofe con cui gli europei dovranno costruire un nuovo modello di cittadinanza aperta.
La dimensione Europea del progetto è dunque quella di osservare Matera come luogo al limite tra due continenti, capace di rappresentare questo con- fine attraverso i suoi migranti, i suoi cittadini, i suoi artisti e turisti.
Artisti provenienti da diversi luoghi d’Europa e del Mediterraneo lavoreranno insieme portando know how acquisito in luoghi in cui il limite è un elemento con cui relazionarsi costantemente, sia esso costituito da un muro o da una soglia.

Il pubblico

Matera Città Aperta coinvolgerà direttamente quel pubblico che viene defini- to “sfuggente”: minori, migranti, disabili e cittadini della terza età.
Diversi gruppi di persone saranno coinvolti in laboratori per la realizzazione di azioni corali che poi verranno inserite nella performance finale andando ad affiancare i performer del cast artistico.

La costruzione pubblica e la presenza/performance del muro in un luogo rappresentativo della città non potranno passare inosservate e saranno capa- ci di coinvolgere anche indirettamente tutta la restante parte della popola- zione, i turisti, le scuole e gli operatori che vivranno Matera nei prossimi due anni.

“Open Future”

Crediamo che tutti i processi futuri che interesseranno la produzione cultu- rale passeranno per importanti azioni di condivisione prima di dirsi compiuti e che a nuovi prodotti devono corrispondere nuovi committenti.
Matera Città Aperta è un progetto di apertura della città, in termini di ac- cesso ai contenuti e ai contenitori: allo stesso tempo vorremmo diventasse un luogo di scambio, dove esperienze esemplari provenienti da tutta Europa possano incontrarsi e confrontarsi sul tema dell’accesso alla cultura.

In coerenza con il dossier, il percorso promuove il principio di partecipazione collettiva con particolare attenzione alle dinamiche di facilitazione dei con- tenuti e dei contenitori della cultura.

Nadia Casamassima e Andrea Santantonio, fondatori di IAC, saranno il board artistico a cui si affiancheranno esperti in processi partecipativi di livello na- zionale ed internazionale (Andrea Porcheddu, Teatro delle Albe).

I partner

La rete dei partner comprende attori strategici dell’Europa e del Mediterra- neo apportando le competenze necessarie per realizzare il progetto nella sua interezza.
IAC – coordina attività e relazioni tra partner; ha: gestione amministrativa, direzione artistica, è responsabile del cast artistico, partecipa alla realizza- zione della performance finale.

C-Fara – si occupa della ricerca dei materiali per la produzione del muro, cura lo studio sull’accessibilità e fruibilità dei contenuti del progetto. Ravenna Teatro – si occupa di coordinare le azioni di coinvolgimento del pubblico nella messa in scena della performance.

Polo Museale di Basilicata – concede gli spazi del salone del restauro per le prove della performance finale.
New Art Excange – Nottingham- si occupa di azioni sull’accessibilità e la fruibilità dei contenuti artistici.

Corps Citojen – Tunisi (Tunisia) – partecipa alla realizzazione della perfor- mance finale, coordina i contatti con artisti del Mediterraneo.