Melchiorre ed Euridice

Tutto comincia con un funerale. É il funerale di Melchiorre, pastore macedone, fuggito dalla sua terra a seguito della guerra e giunto in questa terra. É qui che Melchiorre si innamora di Euridice, femmina di altra razza. La vita del pastore scorre spensierata in compagnie delle sue amicizie: le pecore e la sua amata. Fino al giorno in cui muore perché, preso dai morsi della fame, allunga la mano verso un albero di fichi e qui viene morso da una vipera.
É per ritrovare la sua amata Euridice che Melchiorre fugge alla morte e si incammina con gli spettatori verso un viaggio che lo trasformerà.

“Melchiorre ed Euridice” è uno spettacolo che affronta il tema della diversità e dell’appartenenza ad una stessa terra.

“…La terra che avete nelle scarpe è la stessa su cui io cammino quella su cui nascono gli alberi e i frutti. La radice Melchiorre.. la radice è quella che ci accomuna, siamo di questa terra e la terra ci tiene tutti. L’occhio inganna e coglie differenze e traccia confini invalicabili, ma c’è in noi qualcosa che somiglia, somiglia al fondo di ogni cosa”

Una riflessione sulla vicinanza tra gli uomini e tra le razze, una riflessione che vede l’uomo accanto all’animale, parte di un’unica terra da condividere.
In questa storia itinerante, comica e amara, si mescolano la tradizione popolare e il mito, per condurci tutti oltre i confini della apparente diversità.