Una disubbidienza straordinaria

“Una disubbidienza straordinaria” è la storia di Carlotta, studentessa delle medie di Berlino, ragazzina ariana che, di fronte all’ordinanza di portare la stella gialla per tutti i Giudei, risponde con una disubbidienza straordinaria. Da quel giorno uscirà di casa con la stella gialla in petto, come una rosa e presto tutti a Berlino indosseranno la stella gialla.
Le autorità non si capacitano di come siano aumentati i giudei a Berlino e di lì in poi avvengono una serie di fenomeni strani tra cui la discesa delle squadre angeliche al completo.

Proponiamo uno spettacolo, dal testo “Canzone finale della stella gialla detta pure la Carlottina” che con leggerezza e profondità è uno straordinario inno all’allegria anarchica oltre che una forma di denuncia di tutte le forme di totalitarismo.
Crediamo sia importante far conoscere questa canzone di Elsa Morante, la sua ambizione di incidere nella realtà attraverso la scrittura poetica e popolare, soprattutto a quel pubblico da lei amato: i ragazzini, i giovani, i nuovi, che sono ancora capaci delle rivoluzioni impossibili.

Note di regia:
Quale significato ha per un ragazzino di oggi una stella gialla, o una croce uncinata? Che significato hanno questi ed altri simboli legati alla storia e alle vicende degli uomini che hanno caratterizzato lo scorso secolo? Sono riconoscibili? Sono riconosciuti? E i volti di quella storia? Non assomigliano ad altri volti, più vicini, vivi, presenti nella storia di oggi? Abbiamo voluto giocare in una sorta di mistificazione delle immagini, mischiando ai tratti del passato, lineamenti del presente, a ricordarci che di fronte a poteri dispotici ci sono sempre rivoluzioni da intraprendere ed ordini da sovvertire, o almeno, piccole disobbedienze visionarie e giocose.

La nota biografica pubblicata come introduzione a “Il mondo salvato dai ragazzini” così descrive quel periodo della sua vita: attualmente vive sola a Roma. A chi le domanda il suo ideale politico, risponde che è un’anarchia, dalla quale si escluda ogni forma di potere e di violenza. Essa non ignora naturalmente che si tratta di un’utopia, ma è convinta, d’altra parte, che l’utopia è il motore del mondo e la sola, reale giustificazione della storia. Anche il suo ideale privato è utopistico; e sarebbe di andare in giro per il mondo a fare il cantastorie. Questo mestiere infatti le permetterebbe fra l’altro di incontrare l’unico pubblico che oramai sia forse capace di ascoltare la parola dei poeti
da “Festa per Elsa” – Notizie su vita e opere di una cantastorie di Gianfranco Bettin e Marino Sinibaldi”