HUMUS | Il progetto

HUMUS è il progetto triennale di residenze artistiche immaginato da IAC Centro Arti Integrate con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Basilicata e del Comune di Matera.

L’humus è quella sostanza in grado di attivare grandi processi creativi, un sostrato di fattori ambientali, sociali, morali, culturali, politici, storici ed economici che favorisce il sorgere di dinamiche, manifestazioni ed espressioni artistiche.

Il programma di residenze per l’anno 2025 nasce per promuovere la creazione artistica come strumento di dialogo e scambio tra le culture che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.

Le residenze saranno occasioni per sperimentare processi di creazione partecipata, attivare laboratori aperti alla comunità e costruire nuove narrazioni mediterranee attraverso le arti performative e visive contemporanee.

HUMUS 2025 | I progetti in residenza

1. Residenza di ricerca drammaturgica

di Marta Polidoro

Indagare il Mediterraneo come spazio di attraversamento e memoria vuol dire farsi domande a partire da un presente impellente, che, come autrice di questo oggi, non posso smettere di osservare. Indagare il Mare, in senso stretto e lato, significherà partire dai corpi, dall’acqua, dalle parole degli esseri umani, scritte e dette, e dalla memoria che conservano i loro tessuti vivi, significherà indagare le lingue, lavorare sui suoni loro e dei loro dialetti, registrare i rumori e le immagini, e le immagini che gli uni abbiamo degli altri, significherà trovare un materiale germinativo che nasca dalla materia viva delle storie (e della Storia) che sono state e di quelle che sono adesso, in questo momento, e che possa essere maneggiato come l’artigiano fa con il legno, per far nascere ancora domande altre, alle quali ancora cercare risposte, mai definitive, forse.

In collaborazione con Omissis – Osservatorio drammaturgico.

Biografia
Bari, 1997. Nel 2010 pubblica la silloge poetica ‘La chiave di quella porta’ (Edizioni Albatros Il Filo). Si diploma in sceneggiatura presso l’Accademia del Cinema Ragazzi di Bari e si laurea con tesi in Cultura letteraria della Grecia Antica presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Frequenta la Bellini Teatro Factory di Napoli, debuttando al Napoli Teatro Festival 2020 con ‘Mia madre non capisce’. Nel 2023, studia presso il Corso di Alta Formazione Drammaturgie ERT. Partecipa a IF2024 come autrice di ‘Getsemani’, è vincitrice del Premio di Drammaturgia OMISSIS Under30 con il testo ‘Sangue Tuo’, e autrice finalista del Bando di Drammaturgia Under35 del Teatro Stabile di Catania – con ‘FAME’ (2024) e con ‘Getsemani’ (2025) – , di Pagina Seguente con ‘Tenerezza Alcuna’ e di FuturoPassato 2025. Collabora con diversi gruppi artistici come drammaturga, dramaturg e assistente alla regia.

2. Residenza di ricerca attoriale

di Nicola Lorusso Antonello Cassinotti

Durante la sua residenza per Humus del Mediterraneo, svilupperà un percorso di ricerca dedicato alle memorie sommerse del Mediterraneo, immaginate come un archivio vivo di gesti, lingue e racconti in movimento. Partendo dallo studio di alcuni miti, in particolare del Minotauro, affronterà la relazione tra miti classici e miti moderni. Una riflessione profonda sull’identità, sull’alterità, sull’illusione dell’esistenza. Un viaggio poetico e sonoro, nel silenzio di un labirinto, dove riecheggia il grido di chi non ha voce, dove non ci sono risposte, ma solo tante domande, domande che riguardano tutti noi.

Nel cuore di un labirinto senza uscita vive il Minotauro, creatura dal corpo umano e testa di toro. Non è il mostro feroce che tutti conosciamo: è qui un essere sensibile e senziente. Rinchiuso in una stanza ricolma di specchi, tra mille riflessi, questo essere danza con sé stesso, ignaro della solitudine che lo avvolge. Il labirinto diventa spazio mitico e utopico, luogo di isolamento e riflessività, dove il tempo si sospende e la realtà si frammenta. Scopriamo un Minotauro che non è carnefice, ma vittima. Un Minotauro che non è più crudele e muto antagonista, ma eroe tragico dall’indole innocente. Chi è il vero mostro? Chi ha costruito il labirinto? L’arrivo degli uomini spezzerà l’incanto, i suoi unici incontri con Teseo e Arianna saranno di inganno e morte. Il Minotauro, incapace di distinguere il gioco dalla minaccia, reagirà. E il suo destino sarà finalmente portato a compimento. Una riflessione profonda sull’identità, sull’alterità, sull’illusione dell’esistenza. Un viaggio poetico e sonoro, nel silenzio di un labirinto, dove riecheggia il grido di chi non ha voce, dove non ci sono risposte, ma solo tante domande.

Biografia

Nicola Lorusso
Diplomato nel 2021 presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”, viene selezionato per il corso di Alta Formazione “Casa degli Artisti” presso il Teatro Due di Parma. Con quest’ultimo collabora per “Lessico animale”, mostra performativa a cura di Cristiano Leone (Prologo de “Il Bestiario della Terra”, progetto del 2022 di Reggio Parma Festival). È attore-autore di “MEMORI” (spettacolo vincitore del bando CURA, selezionato da Hystrio Festival e Direction Under 30), IF (sulle possibilità di un incontro)” (vincitore Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024, Portraits On Stage e Il Filo Immaginario 2024) e della commedia brillante “Carnage à trois” (finalista Luna Crescente 2024), prodotta dal Teatro Erbamil di Bergamo, con cui attualmente collabora. Nel 2023 affianca Paolo Pierobon in tournée con “Riccardo III”, diretto da Kristza Székely (produzione Teatro Stabile di Torino, Teatro Stabile di Bolzano, ERT Emilia-Romagna Teatro). Attualmente in tournée con “Family: a modern musical comedy”, regia di Gipo Gurrado (produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale) e “Romeo e Giulietta”, regia di Francesco Bolo Rossini. Nicola Lorusso è finalista al Premio Hystrio alla Vocazione 2024.

Biografia

Antonello Cassinotti
Attore e membro fondatore de Il Gruppo Teatro e delle Ali Teatro. All’attività teatrale con delleAli Teatro affianca la collaborazione con altre realtà di teatro contemporaneo, come performer o regista. Animato da una tensione poetica di natura interdisciplinare trova lo stimolo di partenza di ogni suo lavoro a volte in un immaginario visivo, a volte sonoro e in altre occasioni ispirato dalle pratiche del movimento. Tuttavia è nel mondo dei suoni e nello specifico nell’indagine della voce che investe una particolare passione concependo il proprio corpo come strumento. E’ teso a elaborare atti performativi che possano investire l’apparato sensorio dello spettatore attraverso un linguaggio che vuole definirsi “sonoro”, musicale, dove il gesto, l’oggetto, la luce e tutta la macchina scenica partecipano a una composizione. Con queste premesse realizza installazioni o contesti visivi in cui agisce in prima persona.

3. Residenza di ricerca sulle arti visive

di Vincenzo Suscetta

Un’indagine sul Mediterraneo come paesaggio culturale e simbolico attraverso pratiche visive e installative. In particolare il progetto punterà a immaginare il Teatro Quaroni come uno spazio immerso nel cuore del Mediterraneo, portando con sé tracce di popoli, storie e colori. Attraverso installazioni e interventi pittorici non invasivi, l’edificio viene rivestito e avvolto dalle tonalità del mare e della luce mediterranea. Il colore diventa la pelle di questo viaggio, materia viva che riflette i mutamenti del tempo e della memoria. Sulle superfici affiorano figure senza tempo, volti che ci rappresentano tutti, eredi dei popoli che hanno attraversato il Mediterraneo.

Biografia

Vincenzo Suscetta
Laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera, si distingue per i suoi murales vibranti e disegni
intricati, in cui si intrecciano miti ancestrali, simbolismo religioso e suggestioni mediterranee. La sua ricerca artistica indaga l’identità e la forma umana, coniugando elementi classici e contemporanei in opere che sfidano il tempo e le convenzioni tradizionali. Celebrando la bellezza e l’imperfezione del mondo naturale, Suscetta invita il pubblico ad immergersi in un dialogo evocativo, senza confini tra passato e presente.