“Il Teatro Che Cresce“ è inteso nella doppia accezione di un fenomeno che cresce in città e che allo stesso tempo fa crescere chi lo vive. La rassegna vuole far crescere la cultura teatrale in città, favorendo l’incontro tra teatro e cittadini, tradizione e innovazione, artisti emergenti e compagnie affermate. Gli spettacoli in rassegna sono pensati per coinvolgere pubblici diversi: bambini, bambine, ragazzi, ragazze e adulti. Gli spettacoli KIDS si rivolgono soprattutto ai più piccoli.
Calendario adulti
18 ottobre ore 20:00 – “Vietato innamorarsi” | Qui e Ora residenza teatrale | IAC in via Casalnuovo 154
20 novembre ore 20:00 – “Tutto troppo” | Arterie Theater | IAC in via Casalnuovo 154
1-2 dicembre ore 20:00 | “E anche noi prendiamo fuoco” | IAC Centro Arti Integrate | Parco Scultura La Palomba, Contrada La Palomba
10 dicembre ore 20:00 – “Lemmy B” | Nunzia Picciallo | IAC in via Casalnuovo 154
Calendario KIDS
11 ottobre ore 18:00 – “La gatta e la yucca” | Barbe à Papa teatro/L’Effimero Meraviglioso | Età 6+ | IAC in via Casalnuovo 154
17 ottobre ore 18:00 – “Hans e Gre” | Teatro Caverna | Età 6+ | Fermata Sangià in via Conversi
31 ottobre ore 18:00 – “Una merenda da paura” | TeatroP | Età 5+ | IAC in via Casalnuovo 154
8 novembre ore 18:00 – “Il giudizio” | Astragali Teatro | Età 5+ | IAC in via Casalnuovo 154
7 dicembre ore 18:00 – “Piccoli miti” | IAC Centro Arti Integrate | Età 3+ | IAC in via Casalnuovo 154
21 dicembre ore 18:00 – “Buon Natale signor Scrugio!” | IAC Centro Arti Integrate | Età 5+ | IAC in via Casalnuovo 154
Informazioni utili
Ingresso: Intero 8€ | Ridotto (under 18) 5€ | Intero per “E anche noi prendiamo fuoco“ 10€
Il botteghino apre mezz’ora prima dello spettacolo.
È consigliata la prenotazione: inviare un messaggio whatsapp al numero +39 3274095384 (IAC) indicando nome, cognome, numero di spettatori, titolo e data dello spettacolo.
IAC in Via Casalnuovo 154, Matera.
Programma completo
La gatta e la yucca che aveva male ai piedi
Testo e regia di Claudio Zappalà | Musiche originali e disegno luci di Nathan Tagliavini Tagliaferri | Con Federica D’Amore, Totò Galati, Nancy Trabona | Produzione L’Effimero Meraviglioso
La Gatta e la Yucca è ambientato all’interno di un appartamento di una città qualsiasi e racconta quello che succede quando in casa non c’è nessuno…o quasi. Nell’appartamento, infatti, vivono una gatta e una yucca, due sorelline che si contendono l’amore della loro padrona, una vecchia signora che ogni mattina esce di casa, per ritornare nel pomeriggio, alle 18.00 in punto. Un giorno, però, la vecchia signora non ritornerà più. Come se la caveranno le due sorelline senza la presenza di un adulto?
La Gatta e la Yucca affronta il tema del cambiamento e della separazione, attraverso il racconto di una famiglia non tradizionale composta da un essere umano, un animale e una pianta; eppure non meno famiglia delle altre. La Gatta e la Yucca sono come due bambine ingenue, che non sanno ancora niente di come funziona il mondo, perché il loro mondo è tutto dentro quell’appartamento, e quello che arriva da fuori sono solo voci di un pianerottolo.
La Gatta non sa cosa sono i sentimenti né come gestirli, mentre la Yucca non sa come ci si muove, le sue gambe non sono abbastanza forti per camminare. Insieme si completano e si sostengono. Quando saranno costrette a separarsi, vedremo come il loro amore si trasformerà in forza. Lo spettacolo affronta temi importanti per la crescita di bambini e bambine, ma lo fa con cura e in maniera divertente. Anche gli adulti potranno ridere e commuoversi perché lo spettacolo riesce a coinvolgere un pubblico di tutte le età.
Hans e Gre
Regia di Damiano Grasselli | Aiuto regia Viviana Magoni | Con Leonardo Omizzolo, Viviana Magoni | Consulenza LIS Giovanna Nesi | Produzione Teatro Caverna | All’interno del Bando Accessibilità di Artiste/i con Disabilità allo spettacolo dal vivo / 2026 del Ministero della Cultura
Hansel e Gretel è una delle più note fiabe dei Grimm, ma pochi sanno che è anche una sulle quali nel corso delle varie versioni i due fratelli (Wilhem in particolare) hanno operato i maggiori interventi letterari. Si tratta infatti di una fiaba cupa, che inizia con l’abbandono di due bambini, che affronta alcune delle più grandi paure: il buio, la solitudine, il venire mangiati…
Eppure, il senso di ogni fiaba si basa proprio sulla possibilità per ogni bambino piccolo e indifeso di attraversarla e di scoprire di essere portatore di una grande forza che condurrà al lieto ritorno non a un castello, ma semplicemente alla propria casa.
Hansel è grande e grosso, fa il duro per nascondere le proprie paure. Quasi che la paura lo rendesse un po’ meno uomo, quasi che il proprio limite fosse un ostacolo. Gretel piange. Gretel pensa che in fondo non è capace, glielo dicono tutti. Lei la paura la mostra sempre (troppo?) e non crede di poterla superare.
Entrambi capiranno che solo accogliendo ciò che sentono come il loro limite potranno sconfiggere quella strega che li vuole mangiare e tornare a casa un po’ più saggi.
Vietato innamorarsi
Un progetto di Qui e Ora Residenza Teatrale e La Confraternita del Chianti | Creazione Francesca Albanese, Silvia Baldini, Chiara Boscaro, Marco Di Stefano e Laura Valli | Drammaturgia Silvia Baldini, Chiara Boscaro e Marco Di Stefano | Game Designer Pietro Polsinelli | Master di gioco Nicola Lorusso | Assistente di gioco una performer di Qui e Ora | Con la partecipazione in video di Eleonora Paris, Irene Serini e Jacopo Spunton | Video Andrea Melandri e Stefano Colonna | Scenografia Valeria Desa | Disegno luci Marcello Seregni | Foto di scena Lorenza Daverio | Produzione Qui e Ora Residenza Teatrale | Con il contributo del MIC | Con il sostegno della Residenza Artistica Olinda/TeatroLaCucina
Italia, anno 2042, la pervasività della violenza di genere si è fatta incontrollabile e lo Stato, dopo diversi tentativi infruttuosi di sensibilizzazione e repressione, promulga il “Decreto Vietato innamorarsi”. L’amore viene definitivamente bandito dalla vita delle persone.
Se la passione è irrazionale e inesorabilmente porta gli esseri umani alla violenza, l’unica soluzione possibile rimane quella di eliminare il problema alla radice!È il giorno prima della celebrazione del “Decreto Vietato Innamorarsi”, la Ribellione è pronta ad agire.
Il pubblico, attraverso una situazione immersiva, si trova ad affrontare avventure e scelte etiche che lo porteranno a riflettere sulle dinamiche relazionali di amore, violenza, senso di appartenenza alla comunità, desiderio di esprimersi. Una realtà distopica, non troppo lontana dal nostro quotidiano, per vivere in prima persona che cosa vuol dire non poter amare.
Una merenda da paura
Da un’idea di Valentina Arietta | Regia di Pierpaolo Bonaccurso e Greta Belometti | Con Ada Roncone e Francesco Rizzo | Testo di Greta Belometti, Ada Roncone e Francesco Rizzo | Costumi di Rita Zingari
Gli abitanti di Puzzo Stregato sono degli amanti di cibi stregoneschi, glassati e ricchi di burro e zucchero.
Nella cucina della pasticceria di Strega Lucrezia e Stregone Bartolomeo, suo cugino, ci aspettano tante sorprese.
Da un lato Bart, dopo il suo ultimo viaggio, ha scoperto l’importanza di un’alimentazione salutarenche vuole far conoscere a tutti gli abitanti di Puzzo Stregato, compresa la terribile e golosissima cugina.
Dall’altro Lucrezia, golosissima e molto arrabbiata, ha fretta di completare l’ordine che risolverà tutti i loro problemi economici. Entro la mezzanotte devono infatti consegnare ad un’importante grande azienda un’enorme quantità di dolci zuccherati.
Lo scontro tra i due è inevitabile.
Chi avrà la meglio? La golosa e poco in salute Strega Lucrezia o il simpatico e ginnico Stregone Bart?
Il giudizio. Spettacolo di ombre in cui gli animali processano gli uomini
Di e con Onur Uysal | Collaborazione di Matteo Mele | Produzione Astràgali Teatro
Lo spettacolo è liberamente ispirato a “Il processo degli animali contro l’uomo” una favola tratta dalle “Epistole dei Fratelli della Purità”.
Questa rivisitazione teatrale per bambine e bambini è l’occasione per promuovere una riflessione critica sul mondo contemporaneo, nel quale è assolutamente necessaria una riappacificazione con il territorio e gli esseri umani e animali che lo coabitano, affinché non siano considerati semplicemente come un’alterità passibile di sfruttamento.
Gli animali, fino ad allora liberi, decidono di intentare un processo contro gli uomini presso la corte dei saggi djinn, per chiedere spiegazioni della presunta superiorità umana.
Lo spettacolo, attraverso una profonda interpretazione poetica e musicale consente l’approccio a un testo della tradizione araba che ha avuto molta fortuna in tutto il Mediterraneo e il Vicino Oriente nel Medioevo e nel Rinascimento e rappresenta un terreno fertile per la sempre più forte necessità di una società inclusiva e capace di valorizzare le differenze.
Tutto troppo
Ideazione e regia di Monica Ciarcelluti | Con Mariangela Celi, Olga Merlini, Annette Pieramico | Luci di Fabrizio Pronio | Produzione Arterie Theater | Con il patrocinio di Osservatorio Regionale per la Legalità
Il lavoro si ispira alla storia di Paolina Giorgi – nome d’arte di Francesca Chiodi, attrice aquilana morta assassinata, vittima di femminicidio nel 1911: nata da una famiglia di operai, fin da giovanissima stirava le camicie dei ricchi per vivere. Lei voleva altro però, era troppo bella, era troppo intelligente, era “tutto troppo” e a 16 anni decise di trasferirsi – da sola – a Roma, dove iniziò a lavorare come sciantosa, cantante e attrice nei locali notturni.
I romani persero la testa, D’Annunzio perse la testa, tutti persero la testa. Ma questa non è una favola: Paolina morì a 27 anni, per mano di un ex fidanzato che non voleva accettare la fine della loro relazione, era troppo.
Paolina morì perché disse NO.
I linguaggi utilizzati nel lavoro sono quelli del movimento scenico, della danza e della performance che si contaminano e le attrici si muovono in scena come un coro greco; sono pezzi di un gioco, di frammentazione e di ripetizione, che si interrompe solo alla fine. Paolina decise di vivere, di amare e sfidò, perciò, il rischio che ogni gioco comporta. Il focus del lavoro concerne non solo la violenza di genere ma è, soprattutto, una riflessione sulla rottura degli stereotipi – e sulla solitudine che essa comporta; è una storia antica, di contemporanea resistenza, di coraggio e di ricerca della libertà.
E anche noi prendiamo fuoco
Regia di Andrea Santantonio | Drammaturgia di Marta Polidoro |
In scena Nadia Casamassima (Clitemnestra), Barbara Scarciolla (Cassandra), Dolores Gianoli (Bahr la Donnapesce), Salvatore Tringali (Agamennone), Vincenzo Accetta e Francesco Zaccaro (le Sirene Partenope e Leucosia)
e con Maria Allegretti, Maddalena Bonelli, Ilaria Boniburini, Nicole Di Stefano, Marica Guerricchio, Anita Ianniello, Grazia Marroccoli, Rita Montinaro, Monica Pintozzi, Ale Tarasco, Stella Tota, Mariella Venezia (coro delle Donnepesce)
Musiche di Antonello Tosto | Disegno luci di Joseph Geoffriau | Produzione IAC Centro Arti Integrate
Tra centomila anni – anno più, anno meno – il mare all’improvviso scompare, lasciando venire a galla quello che era rimasto per tanto tempo sul fondo: rifiuti, residui archeologici industriali, tubi di trasmissione dei dati, dei data, corpi di migranti sopravvissute alle traversate, creature metà donna metà pesce, la cui presenza, insieme a tutto il resto, costringe a guardare in faccia la polvere serenamente nascosta sotto il tappeto.
È così che in una nuova mitologia del futuro, sulla piattaforma petrolifera degli ATRIDI SOCIETÀ PER AZIONI, sprezzante delle profezie di chi l’aveva previsto, l’umanità residua sembra fare i conti con se stessa: cos’è stata? cos’è diventata? La festa sembra volgere al termine, eppure.
Arrivati a questo punto, vale la pena sacrificare ancora?
Piccoli miti
Scritto da Maria Allegretti e Barbara Scarciolla | Con Barbara Scarciolla | Regia Andrea Santantonio
Descrizione in aggiornamento
Lemmy B
Creazione, visual, performance Nunzia Picciallo | Suoni di Brandon LaBelle, Nunzia Picciallo | Accompagnamento drammaturgico di Tita Tummillo De Palo | Produzione esecutiva Equilibrio Dinamico |
Co-produzione Fondazione Fabbrica Europa, Associazione Culturale Ri.E.S.Co. | Con il supporto di Spin Time Labs, Network Internazionale Danza Puglia | Vincitore del progetto CURA 2024 con il supporto di PARC Performing Arts Research Center – Firenze, e La Contrada Teatro Stabile di Trieste, progetto selezionato dell’ambito di Boarding Pass Plus 22-24 con il supporto di Short-Theatre and Materiais Diversos
Lemmy B. è uno stravolgimento di prospettiva nel definirsi, una decisione radicale nel pensarsi. Non attendere, agire.
Una soggettività non prevista si manifesta e afferma la volontà di essere presenza generativa in un sistema dominante che adotta la paura come elemento fondante all’interno di uno schema di controllo meticoloso, asfissiante.
L’estetico e il politico si instaurano reciprocamente nello spazio abitato da Lemmy B. e stimolano pratiche trasformative attraverso le quali il soggetto si apre a un divenire non determinato, allenando partiture di consapevolezza.
In una scena nuda, dove la drammaturgia sonora è un costante sguardo che non lascia scampo, il corpo, come unico dispositivo in grado di riconfigurare grammatiche di potere, sovvertire canoni, esplorare nicchie di piacere e alleanze costituenti.
Buon Natale Signor Scrugio!
Con Vincenzo Accetta, Nadia Casamassima, Barbara Scarciolla| Regia di Andrea Santantonio | Assistente alla regia Joanna Kosierkiewicz | Costumi di Mariella Venezia | Video di Luca Acito | Produzione IAC Centro Arti Integrate
Il signor Scrugio è un vecchio avaro e taccagno a cui non piace il Natale, non gli piacciono le feste, la compagnia, i regali e il buon cibo.
I suoi due impiegati proveranno a fargli cambiare idea invocando l’intervento di tre spiriti, che proprio alla vigilia di Natale verranno a fargli visita per portarlo a spasso tra passato, presente e futuro. Riuscirà Scrugio, a diventare più gentile, generoso e premuroso nei confronti dell’umanità?
Ispirato a “A Christmas Carol” di Charles Dickens, “È Natale, signor Scrugio!!!” è una favola sempre attuale che ci ricorda di condividere ciò che abbiamo con chi ha meno di noi, di pensare a qual è la vera ricchezza e riflettere su ciò di cui abbiamo davvero bisogno.