HUMUS del Mediterraneo è il titolo del progetto di residenze immaginato da IAC Centro Arti Integrate per il triennio 2025–2027. 

Il programma di residenze nasce per promuovere la creazione artistica come strumento di dialogo e scambio tra le culture che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Attraverso tre percorsi di ricerca il progetto intende generare connessioni tra artisti, comunità locali e reti internazionali, trasformando Matera in un crocevia di pratiche, linguaggi e visioni condivise. Le residenze saranno occasioni per sperimentare processi di creazione partecipata, attivare laboratori aperti alla comunità e costruire nuove narrazioni mediterranee attraverso le arti performative e visive contemporanee.

PROGETTI SCELTI

DIALOGO

Una ricerca che vuole raccontare gli attraversamenti nel Mediterraneo avvenuti in diverse epoche. Dalle figure mitologiche e leggendarie, agli esploratori e pirati, fino ad arrivare ai portuali di Genova, alla Flottilla e ai migranti;  attraverso il recupero e l’utilizzo scenico della lingua Sabir, la lingua comune in uso fino al XIX secolo, di cui si servivano naviganti e commercianti  per dialogare ed entrare in relazione.

MEMORIA

La storia di Alex, guida turistica che accompagna i cecchini a sparare sulle colline della città di Sarajevo durante il conflitto serbo-bosniaco avvenuto tra il 1992 e il 1995. Il testo teatrale riflette sulle memorie emerse e sommerse  e sui silenzi politicamente costruiti ed interroga ciò che l’Europa mediterranea ha scelto di non ricordare.

TRASFORMAZIONE

Un progetto performativo che prende la forma di una camminata urbana guidata da bambine/i e preadolescenti per un pubblico adulto. Tra processione, visita guidata, rito collettivo, festa e azione poetico-politica, il lavoro invita ad entrare in una relazione diretta con lo spazio pubblico, con il paesaggio umano e con le possibilità di immaginare insieme altre forme di futuro.

LABORATORI

DAMNATIO MEMORIÆ
Memorie silenti: la maschera del luogo, la varietà del corpo

Laboratorio di scambio e ricerca condivisa con la cittadinanza a cura di Matteo Vignati

Il laboratorio nasce dal lavoro di ricerca sul monologo Pop-art Radovan (Il Dottore). Il testo racconta la vicenda di Radovan Karadžić, uno dei principali responsabili politici della guerra in Bosnia, che per anni riuscì a vivere sotto falsa identità. Attraverso questa storia, il monologo affronta il tema della memoria, del trauma e della rimozione.  Durante il laboratorio, Matteo Vignati condividerà con i partecipanti il percorso di ricerca che ha portato alla scrittura del testo: la guerra in Bosnia, le sue conseguenze, il nazionalismo e il fenomeno dei cosiddetti “cecchini del weekend”. Verranno utilizzati fotografie, documenti storici e materiali di ricerca. Da questa prima parte si passerà al confronto con i partecipanti.

Qual è il confine tra il meccanismo di rimozione personale e la rimozione di una comunità intera? 

Matera e i Sassi incarnano storicamente il trauma dello sradicamento, del rifiuto, dell’abbandono e di una radicale rimozione collettiva, seguita da una rapidissima risignificazione culturale e turistica. Il laboratorio nasce per attivare questo cortocircuito: usare la memoria stratificata dei cittadini come cassa di risonanza e materia viva a nutrimento della ricerca scenica e della scrittura drammaturgica.

Il laboratorio è aperto a persone dai 16 anni in su, fino a un massimo di 15 partecipanti. 

È rivolto a chi conosce e vive la storia dei Sassi, a chi è interessato alla memoria della città e alle sue trasformazioni, ma anche a chi si interessa di storia contemporanea, antropologia, fotografia, psicologia, geopolitica o teatro. Non è necessaria alcuna esperienza teatrale.

Lunedì 5 ottobre e  mercoledì 7 ottobre 2026 
dalle 19:00 alle 21:00
presso
Fondazione Le Monacelle in Via Riscatto 10, Matera

Il laboratorio è gratuito. 
Iscrizioni chiuse

Per ulteriori informazioni: 327 409 5384

SABIR
Il canto dei rinnegati

Laboratorio di scrittura creativa e di scena a cura di Agartha.

Il Mediterraneo è un mare di rotte, incontri e attraversamenti. Un luogo in cui si intrecciano storie di migrazioni, lavoro, diritti, identità, miti e leggende. Da questi temi prende avvio il laboratorio condotto dalla compagnia 𝐀𝐠𝐚𝐫𝐭𝐡𝐚, seconda residenza artistica a Matera nell’ambito di Humus del Mediterraneo 

Scopriremo il Sabir, l’antica lingua franca dei porti del Mediterraneo, e partiremo da storie di migrazioni, lavoro, diritti, identità, miti e leggende per creare racconti e frammenti poetici.

Nel secondo incontro, le parole potranno diventare voce, gesto e movimento: attraverso letture collettive e, per chi lo desidera, improvvisazioni con oggetti simbolici, esploreremo nuovi modi di raccontare le storie che attraversano il mare. Con l’aiuto di oggetti simbolici, sperimenteremo lo spazio come portuali immaginari, incaricati di far «sbarcare e imbarcare le storie». Un’esperienza tra scrittura, suono e azione scenica, per ascoltare le storie che attraversano il mare e trovare nuovi modi per raccontarle.

3 e 4 novembre 2026 dalle 18:30 alle 21:30
presso Fermata Sangià in via Conversi snc, Matera

Primo incontro:  introduzione al contesto storico-geografico e alla struttura grammaticale di base della lingua Sabir e attività di scrittura creativa.

Secondo incontro: lettura collettiva dei testi prodotti; per chi lo desidera, sperimentazione nello spazio con frammenti testuali e oggetti, esplorando le sonorità del Sabir fino a immaginare un vero e proprio «canto dei rinnegati».

Il laboratorio è gratuito. 
Iscrizioni chiuse

Per ulteriori informazioni: 327 409 5384

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